Il Tevere ed il significato dell' Emporio nell' antichita'

Durante il periodo repubblicano, si ebbe un nuovo ed importante assetto del tratto fluviale cittadino. La valle pianeggiante, tra il Tevere e l' Aventino, già verso la fine del III secolo a. C. era stata scelta come scalo e smistamento delle merci data la sua posizione all' inizio della città per coloro che da Ostia risalivano il Tevere

.Aumentando la necessità di stivaggio di un volume di mercanzie che diveniva sempre maggiore col crescere degli abitanti della città, il quartiere si andò coprendo di grandi edifici in muratura, dalle proporzioni spesso monumentali, utilizzati come magazzini. Ma il tratto di riva che ha restituito e conservato le maggiori documentazioni relative alle sistemazioni delle golene in epoca imperiale, è proprio quello prospiciente l' area dell' Emporio, che interessa un lungo tratto dell' ansa del fiume comprendente Testaccio.

Un primo intervento è quello degli edili M. E. Lepido e L.E. Paolo che edificarono nel 193 a. C. la Porticus Aemilia e l' antistante piazzale in terra battuta prospiciente il Tevere, l' Emporio. L' edificio riconosciuto e localizzato esattamente nei frammenti della Forma Urbis marmorea di età severiana era lungo 487 metri e largo 60 ed aveva nella parte anteriore un ampio piazzale di circa 90 metri. Nel 1920 durante i lavori di completamento della costruzione dei muraglioni presso il moderno ponte Sublicio, si rinvennero cospicui resti di murature in opera quadrata ed un lungo tratto di banchina portuale in tufo di Grottaoscura, muniti di gradini in peperino e di ormeggi in travertino in testa di cinghiale.

Recenti indagini hanno chiarito inoltre la presenza di un lungo criptoportico, coperto a volta e munito di lucernari per l' illuminazione, che si sviluppa per tutta la lunghezza del fronte degli edifici. Lo scavo della terra che occludeva il criptoportico ha restituito una notevole quantità di anfore specialmente da vino e da salse, mentre in alcuni ambienti sembrano essere localizzati gli uffici relativi al sistema porto-magazzini. E tra i molti oggetti è di particolare interesse la presenza di moltissime monete in bronzo.La frequentazione del complesso portuale di Testaccio sarebbe attestata fino al VI -VII secolo d. C.: in questi secoli si arrivò al completo abbandono ed al totale disuso degli edifici tanto che, tra le murature ormai cadenti, vennero scavate semplici sepolture.

L' intenso traffico di imbarcazioni nel Tevere, nella zona a valle della città, ed il sistema di alaggio, che prevedeva almeno due soste notturne lungo le rive, nei 35 km di percorrenza, potenziarono gli insediamenti rivieraschi e si dovettero organizzare stazioni di posta fluviale necessarie ad ospitare le imbarcazioni in sosta.


Un po' di Storia