I battelli sul Tevere: un museo sotto il fiume Tevere
In crociera sui battelli del Tevere potrai scoprire gli angoli nascosti di Roma e della sua storia millenaria. Hai mai saputo che ogni volta che navighi il Tevere a bordo dei suoi battelli, c'e' un museo sotto le sue acque ?
Se si potesse idealmente effettuare uno studio stratigrafico dei sedimenti del fiume, potremmo certamente ricostruire con dovizia di particolari la storia della sua lunghissima utilizzazione e quella degli uomini che ne sfruttarono le acque come mezzo di comunicazione e di commercio. Gia' alla fine dell' 800, con il controllo della sabbia dragata nei fondali, si recuperarono numerosissimi reperti, sia d' uso comune che preziosi. Basti sfogliare le pagine dei verbali di consegna dell' epoca per avere un' idea della quantita' degli oggetti pervenuti; nei pressi di Ripa Grande si raccolsero decine di monete d' oro; nel 1888 sotto l' Aventino, la draga Tolonese recupero' migliaia di monete di epoche diversissime.
Possiamo quindi considerare il Tevere un vero e proprio " contenitore " di reperti che si trova sotto i nostri piedi quando lo attraversiamo in crociera alla scopera di Roma e della sua storia plurimillenaria. Una caratteristica positiva del fiume Tevere e' che le sue acque dolci, unitamente al limo fluviale hanno permesso la conservazione anche dei reperti lignei, come le caseformi per la costruzione dei ponti. Il vaglio del setaccio del fiume ha anche restituito centinaia di frammenti ossei appartenenti ad animali uccisi durante i combattimenti circensi. L' esempio del Colosseo ci puo' far capire quale fosse la mole di materiale che attraverso i grandi collettori raggiungeva il fiume perdendosi nella sabbia del fondo.
Di particolare interesse sono due ancore del III e II secolo a. C. recuperate presso Ripa Grande, i numerosi frammenti fittili pertinenti ad ex voto raccolti in alveo a valle dell' Isola Tiberina, le migliaia di monete e gli oggetti di vita quotidiana quali lucerne, dadi ed aghi. E non mancano relitti medievali carichi di pregevoli reperti architettonici con bassorilievi e statue di marmo. Durante recenti indagini subacquee condotte dalla soprintendenza sono stati localizzati presso il pilone del ponte Fabricio i resti di un mulino galleggiante affondato intorno al 1855 e denominato " la mola degli ebrei ". L' invenzione dei mulini galleggianti risale al tempo delle guerre gotiche quando a causa del taglio degli acquedotti, i Romani furono costretti ad adoperare la forza della corrente del fiume per muovere i meccanismi delle macine. Queste mole, che vengono rappresentate in antiche stampe ed in qualche foto, erano costituite da due zattere affiancate che reggevano la grande ruota motrice a pale. Nell' imbarcazione piu' grande, che generalmente aveva una forma a casa con tetto a spiovente, erano alloggiate le macchine e le pietre ruotanti. Questi galleggianti erano ancorati a riva con lunghe catene e gomene che spesso pero' non reggevano la pressione della corrente del fiume in piena e naufragavano disastrosamente. I mulini del Tevere facevano parte del paesaggio Romano fino alla vigilia dei lavori di arginatura rappresentando oggi un interessante reperto di archeologia industriale. Scopri un modo nuovo di studiare la storia di Roma attraverso i battelli del Tevere che effettuano la navigazione del fiume-museo piu' importante d' Italia.