Il fiume Tevere ed il suo rapporto con Roma
Che cosa sappiamo noi del fiume Tevere e degli eventi che lo hanno visto protagonista nelle epoche piu' antiche? Storici e poeti, quali Virglio, Orazio, Ovidio ci raccontano di battaglie nelle sue acque, di feste lungo le sue rive, del fervore di attivita' commerciali nei porti piccoli e grandi, delle imbarcazioni che ne seguivano la corrente, delle sue isole e soprattutto dei lavori idraulici intrapresi per migliorare il corso delle sue acque.
Queste pagine vogliono dare al navigatore online una visione generale e, si spera, completa, del rapporto attivo, vivo, tra la citta' antica ed il suo fiume fino a quando la costruzione dei muraglioni nell' Ottocento ha troncato questo legame. Ricordiamo i grandi progetti per il Tevere a Roma che Giulio Cesare ebbe, tra i quali la costruzione di un canale lungo 2,4 km che doveva abolire il meandro tra gli attuali Ponte Milvio e ponte Vittorio scorrendo ai piedi della collina vaticana, per salvare il Campo Marzio dalle inondazioni.
Augusto per contenere le inondazioni del Tevere fece allargare e curare il letto del fiume che con il tempo era stato riempito di materiali di scavo e ristretto dalla espansione delle costruzioni. La grande impresa di sistemare il Tevere a Roma fu tentata e parzialmente riuscita dall' imperatore Claudio, allo sbocco della foce, giacche' Roma non aveva scali favorevoli e le merci si fermavano nei porti della regione di Napoli e proseguivano su carri via terra lungo la via Appia fino a Roma. Claudio fece progettare e realizzare la costruzione del primo porto completamente artificiale, indipendente dalla foce, per evitare la diga sommersa che si creava allo sbocco a mare del Tevere alla Fiumara. Per raggiungere il nuovo porto, favorire il deflusso delle acque ed evitare inondazioni, Claudio fece scavare i due canali che Traiano successivamente ristrutturo' quando, insabbiatosi il porto di Claudio, fece costruire il suo porto esagonale nel retroterra.
Questi sono stati certamente i lavori piu' grandiosi realizzati dagli antichi sul Tevere e che, insieme al ricordo della sua costante manutenzione, dimostrano il rapporto costante e vitale che i Romani avevano con il loro fiume. La caduta dell' impero Romano e la decadenza di Roma coincidono con un ridimensionamento dell' uso del fiume, che servira' come luogo di piccoli traffici locali e di attivita' produttive artigianali, sino alla sistemazione dei porti di Ripetta e di Ripa Grande, in eta' tardo barocca e agli interventi di arginatura del Tevere con la realizzazione dei muraglioni nella seconda meta' dell' Ottocento. Per tutte le amministrazioni a venire, che hanno il compito di fornire indirizzi per la salvaguardia e lo sviluppo sostenibile del territorio, l' obiettivo strategico della difesa e valorizzazione del fiume Tevere e' ormai una priorita' assoluta.